Al momento non esiste alcun farmaco in grado di prevenire, arrestare o guarire l’Alzheimer o le malattie legate alla demenza. L’Alzheimer è una malattia estremamente complessa dall’andamento progressivo. Poiché non sono ancora noti tutti i meccanismi biologici, lo sviluppo di farmaci per il trattamento è arduo. In tutto il mondo si conducono comunque da anni ricerche su varie sostanze attive per il trattamento del morbo di Alzheimer.
Ecco come si presenta la situazione attuale
Donanemab
Già il 2 luglio 2024, la Food and Drug Administration, l’agenzia statunitense per i medicinali, ha approvato la domanda di autorizzazione negli Stati Uniti.
Il donanemab è un anticorpo monoclonale per il trattamento della malattia di Alzheimer in fase iniziale che agisce in modo specifico sule placche di amiloide beta, una delle cause principali della malattia di Alzheimer, rallentando la progressione della demenza. Ciò è già stato testato con successo in alcuni studi.
- Il 25 luglio 2025, dopo un primo rifiuto nel marzo 2025, il donanemab ha ottenuto un parere positivo dal Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) per il trattamento dell’Alzheimer in fase iniziale. La Commissione Europea ha approvato il donanemab (nome commerciale Kisunla) nell'Unione Europea nel settembre 2025.
- Il produttore ha presentato una domanda di autorizzazione anche in Svizzera nell'ottobre 2023. Il 4 febbraio 2026 l’Istituto svizzero per gli agenti terapeutici Swissmedic ha autorizzato il donanemab per il trattamento dell'Alzheimer in fase iniziale in Svizzera, valutando i benefici del principio attivo superiori ai possibili effetti collaterali. Dopo decenni di ricerche infruttuose, il donanemab rappresenta un importante passo avanti nella terapia dell’Alzheimer. Sebbene il principio attivo non curi né arresti la malattia, ma ne ritardi solo la progressione nella fase iniziale e possa causare effetti collaterali, Alzheimer Svizzera e Swiss Memory Clinics accolgono con favore l’autorizzazione di Swissmedic. Ora è disponibile per la prima volta un farmaco che rallenta i cambiamenti cognitivi in alcuni pazienti, consentendo loro di godere di una qualità di vita migliore più a lungo e ritardando il ricovero precoce in strutture di assistenza.
Lecanemab
- Il 15 aprile 2025 la Commissione Europea ha approvato, secondo una serie di condizioni rigorose, l’autorizzazione per il farmaco contro l’Alzheimer Leqembi (principio attivo Lecanemab).
- In Svizzera, una domanda di autorizzazione è stata presentata a Swissmedic nel maggio 2023. All'inizio di febbraio 2026 questa domanda di autorizzazione è stata ritirata. Le condizioni di autorizzazione per l’anticorpo lecanemab prodotto in Svizzera sarebbero state molto più restrittive, il che ha recentemente indotto la società Eisai a ritirare la domanda di autorizzazione. Il tempo relativamente lungo che Swissmedic e anche le autorità straniere hanno dedicato alla valutazione dei preparati indica che non si è trattato di decisioni facili.
La sicurezza del paziente è un fattore importante anche per Alzheimer Svizzera, ed è quindi necessario soppesare attentamente i benefici e i rischi. Tuttavia, il fatto che solo uno dei due principi attivi abbia ottenuto l'autorizzazione in Svizzera rappresenta una situazione difficile per i malati in Svizzera. Ciò anche perché il lecanemab sarà disponibile nei paesi confinanti. Inoltre, ciò limita la varietà delle opzioni terapeutiche disponibili in Svizzera.
Domande frequenti
Più di 100 diversi principiattivi sono oggetto di studio. In questi studi, si misurano la sicurezza, il dosaggio, la tollerabilità e l’efficacia dei principi attivi in persone sane e in persone affette dal morbo di Alzheimer. Così facendo si perseguono diversi approcci al trattamento della malattia, puntando a numerosi meccanismi d’azione nel cervello.
I principi attivi analizzati negli studi clinici sulle persone possono essere divisi in quattro gruppi. Il primo e il secondo gruppo sono composti da sostanze attive che trattano e alleviano i sintomi dell’Alzheimer. Hanno lo scopo di stabilizzare le prestazioni del cervello o di ridurre i disturbi comportamentali e dell’umore nei malati. Queste sostanze possono migliorare la qualità di vita delle persone affette da demenza e dei loro familiari, ma non mirano principalmente a trattare le cause biologiche dell'Alzheimer e quindi a fermare o curare la malattia.
Gli altri due gruppi perseguono invece l’obiettivo primario di modificare la biologia sottostante la malattia, rallentandola o, nel migliore dei casi, curandola. Si fa anche una distinzione tra i farmaci biologici, ottenuti da organismi viventi e somministrati, per esempio, come infusioni, e le piccole molecole, assunte per via orale.
Al giorno d'oggi, la maggior parte degli studi clinici sui principi attivi mira a influenzare i meccanismi alla base della malattia di Alzheimer. Così facendo si seguono diversi approcci nell’ambito della presunta patogenesi della malattia (video dell’Iniziativa sulla ricerca contro l’Alzheimer). Questi mirano, per esempio, a ridurre il deposito di proteina tau o beta-amiloide, al fine di prevenire i processi infiammatori o la morte delle cellule nervose nel cervello.
Fonte: Cummings, J., Zhou, Y., Lee, G., Zhong, K., Fonseca, J., & Cheng, F. (2024). Alzheimer's disease drug development pipeline: 2024. Alzheimer's & Dementia: Translational Research & Clinical Interventions, 10(2), e12465.
Vari composti per il trattamento del morbo di Alzheimer sono in una fase avanzata di sviluppo in tutto il mondo. Nei cosiddetti studi clinici di fase 3, la tollerabilità e l’efficacia delle sostanze attive vengono esaminate su diverse migliaia di partecipanti allo studio. Se un produttore può dimostrare con sicurezza il successo terapeutico di un principio attivo, l’autorizzazione all’immissione in commercio viene solitamente concessa.
In questa fase avanzata di sviluppo, la maggior parte dei principi attivi attualmente studiati sono anticorpi diretti contro i depositi di proteine nel cervello. In base alle conoscenze attuali, la malattia di Alzheimer è dovuta, tra l’altro, a depositi proteici nel cervello, i cosiddetti depositi di beta-amiloide (Aβ). Essi sono causati dall’accumulo e dal misfolding delle proteine, che successivamente vanno a formare molecole tossiche nel cervello. Ciò può provocare infiammazioni e la morte delle cellule. La somministrazione di anticorpi che attaccano i depositi di Aβ caratteristici della malattia ha lo scopo di ridurne o impedirne la formazione. I principi attivi che seguono questo approccio sono il principio attivo donanemab della casa farmaceutica americana Eli Lilly e il principio attivo conosciuto con i nomi lecanemab e BAN2401 della casa farmaceutica giapponese Eisai e dell’impresa partner Biogen.
Secondo un comunicato stampa pubblicato da Eli Lilly il 3 maggio 2023, il trattamento con il donanemab in uno studio di fase 3 ha rallentato il deterioramento clinico del 35% rispetto al placebo e ha ridotto del 40% l’incapacità di svolgere le attività della vita quotidiana. Questo principio attivo è stato approvato negli Stati Uniti a luglio 2024. In Svizzera il principio attivo ha ricevuto l’autorizzazione nel febbraio 2026.
Alla fine di novembre del 2022 le due aziende Eisai e Biogen hanno inoltre presentato risultati incoraggianti per il loro principio attivo lecanemab. Il 6 gennaio 2023 questo farmaco è stato approvato negli USA. Nel giugno 2023 Eisai ha presentato una domanda di autorizzazione all'Istituto svizzero per gli agenti terapeutici Swissmedic. All'inizio di febbraio 2026 Eisai ha ritirato la domanda di autorizzazione. Ciò avrebbe comportato un'autorizzazione con condizioni più restrittive rispetto ad altri paesi. Si tratta di una situazione unica e sorprendente, poiché tutte le domande di autorizzazione si basano sugli stessi dati.
Sia il Donanemab che il Lecanemab possono causare come effetto collaterale le cosiddette amyloid-related imaging abnormalities, e cioè cambiamenti a livello cerebrale che diventano visibili con procedure di imaging come la risonanza magnetica. Questi cambiamenti sono associati a mal di testa, confusione, convulsioni e, in (rari) casi gravi, a complicazioni pericolose in grado di causare persino la morte. Alzheimer Europe offre una panoramica di tutti gli studi clinici in Europa sul tema della demenza.
Alzheimer Europe offre una panoramica di tutti gli studi clinici in Europa sul tema della demenza.
Anche la Svizzera è coinvolta nella ricerca di farmaci per il trattamento del morbo di Alzheimer. Di recente è stata data particolare importanza all’ingrediente attivo denominato Gantenerumab della casa farmaceutica Roche, che è stato studiato in studi clinici di fase 3. Anche questo agente è un anticorpo che distrugge i depositi di Aβ nel cervello Nelle analisi degli studi di fase 3 il Gantenerumab si è tuttavia dimostrato non sufficientemente efficace, anche a dosi elevate.
Il portale sulla ricerca sull’essere umano in Svizzera gestito dall’Ufficio federale della sanità pubblica fornisce una lista di tutti gli studi clinici condotti nel nostro paese.
Se un farmaco riceve l’autorizzazione all’immissione in commercio, sono necessari ulteriori passaggi prima che venga poi rimborsato. In Svizzera i farmaci sono rimborsati dall’assicurazione di base obbligatoria solo se sono prescritti da un medico e se sono inclusi nell’elenco delle specialità dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP).
Inserimento nell’elenco delle specialità
Perché un farmaco venga inserito nell'elenco delle specialità, l'azienda in questione deve presentare una domanda all'UFSP (cfr. fig. 1). Ciò può avvenire già durante la procedura di autorizzazione, a condizione che vi sia una decisione preliminare positiva da parte di Swissmedic, l’Istituto svizzero per gli agenti terapeutici in Svizzera. L’UFSP verifica in seguito se il farmaco soddisfa i cosiddetti criteri sgv, secondo i quali esso dev’essere efficace, appropriato ed economico. Durante questa procedura vengono presi in considerazione aspetti quali l’efficacia rispetto alle terapie esistenti e a lungo termine e la sicurezza. Per quanto riguarda l’appropriatezza, viene invece esaminata la necessità medica vigente in Svizzera, nonché gli aspetti etici o il possibile rischio di abuso. Il rapporto costo/efficacia e il prezzo del farmaco sono determinati tramite un confronto incrociato con i farmaci già autorizzati per il trattamento della stessa malattia e un confronto dello stesso farmaco in altri Paesi. Per questi ultimi, si prendono in considerazione i Paesi economicamente paragonabili alla Svizzera in termini di settore farmaceutico, come la Germania o la Svezia. Anche il rapporto costi-benefici e le conseguenze derivanti dai costi stessi giocano un ruolo nell’efficienza economica.
Nella sua valutazione, l’UFSP si avvale della consulenza della Commissione federale dei medicamenti (CFM). La procedura di ammissione richiede almeno 18 settimane, con una media di 200 giorni. Ciò significa che metà delle procedure richiede meno tempo, mentre l'altra metà richiede più di 200 giorni. Se un farmaco autorizzato è incluso nell’elenco delle specialità, viene rivisto ogni tre anni.

Fonte: Cummings, J., Zhou, Y., Lee, G., Zhong, K., Fonseca, J., & Cheng, F. (2024). Alzheimer's disease drug development pipeline: 2024. Alzheimer's & Dementia: Translational Research & Clinical Interventions, 10(2), e12465.Fonte: Cummings, J., Zhou, Y., Lee, G., Zhong, K., Fonseca, J., & Cheng, F. (2024). Alzheimer's disease drug development pipeline: 2024. Alzheimer's & Dementia: Translational Research & Clinical Interventions, 10(2), e12465.
Rimborso in casi speciali
Se un farmaco non rientra nell’elenco delle specialità, in genere non viene rimborsato dalla cassa malati. Tuttavia, in singoli casi eccezionali, può succedere che un rimborso venga comunque concesso. Affinché ciò avvenga deve venir rispettata almeno una delle condizioni indicate qui di seguito.
- Il farmaco ha un importante beneficio terapeutico contro una malattia che può essere fatale o comportare una grave e cronica compromissione della salute e al contempo non sono disponibili altri metodi di trattamento efficaci e autorizzati.
- Il farmaco è un prerequisito essenziale per la fornitura di un altro servizio fondamentale coperto dall’assicurazione malattia obbligatoria. Questi casi eccezionali richiedono una richiesta alle casse malati, che poi negoziano un prezzo individuale per il farmaco.
Stato 4 marzo 2026


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