Finora il litio è stato utilizzato principalmente nel trattamento dei disturbi mentali (come episodi maniacali nei disturbi bipolari o depressione resistente al trattamento). Studi condotti sugli animali hanno però dimostrato che il litio potrebbe avere un effetto anche su vari processi cerebrali associati alla crescita cellulare, al rallentamento della morte cellulare e al controllo dello smaltimento dei rifiuti nelle cellule. Sono stati inoltre effettuati i primi rilevamenti sull'uomo, secondo i quali il litio potrebbe avere un effetto protettivo sul cervello. 

Nuovo studio sull’effetto del litio negli animali

L’influenza del litio sta tornando a farsi sentire. Uno studio pubblicato di recente sulla famosa rivista Nature ha utilizzato dei topi per scoprire come il litio possa influire sullo sviluppo del morbo di Alzheimer, dimostrando che una carenza di litio nel cervello dei topi ha portato alla comparsa dei segni tipici dell’Alzheimer (ovvero depositi di amiloide beta e tau nel cervello). Allo stesso tempo, nel tessuto cerebrale dei topi con bassi livelli di litio è stata riscontrata una maggiore infiammazione, si sono perse importanti connessioni tra le cellule nervose e il pensiero e la memoria si sono deteriorati più rapidamente. Ciò suggerisce che il contenuto di litio nel cervello svolge un ruolo anche nello sviluppo dell’Alzheimer. 

Sono necessari ulteriori studi

Finora i risultati della ricerca indicano un possibile collegamento, ma per poter fare affermazioni affidabili, il litio deve ancora essere indagato in ulteriori studi di grandi dimensioni e metodologicamente rigorosi sugli esseri umani. Solo allora sarà possibile dire se il litio come terapia farmacologica mirata aiuta davvero a prevenire la perdita di memoria in età avanzata e quanto forte sia la sua influenza sull’Alzheimer già diagnosticato. Uno studio di sintesi fornisce i primi risultati sulla possibilità che il litio sia efficace anche come terapia per le persone affette da demenza. L'analisi di tre studi condotti su un totale di 232 persone ha dimostrato che il litio è stato in grado di rallentare la perdita di memoria nella malattia di Alzheimer e nel decadimento cognitivo lieve (MCI). Gli effetti e i tassi di interruzione sono stati simili a quelli del prodotto placebo. Tuttavia, i biomarcatori della demenza (cioè i depositi di amiloide beta e tau) nel liquido cerebrospinale non sono cambiati.  

Finora gli studi esistenti mostrano indicazioni interessanti, ma se il litio possa effettivamente essere utile come terapia contro l’Alzheimer deve ancora essere studiato in studi più ampi sull'uomo.

Purtroppo, i processi cerebrali che causano l'Alzheimer sono molteplici e non ancora del tutto noti. Non è quindi ancora noto se e come il litio possa avere un effetto sullo sviluppo e sul rallentamento dell’Alzheimer. È quindi importante approfondire la ricerca sulle cause dell’Alzheimer e su altri farmaci. Le terapie non farmacologiche continueranno a restare importanti per ritardare il declino e mantenere la qualità di vita. 

Stato: dicembre 2025