Nel nostro Paese può votare chiunque sia in possesso di un passaporto svizzero e sia maggiorenne. Tuttavia, ai sensi dell’articolo 136, comma 1, della Costituzione federale, ciò non si applica alle persone sottoposte a tutela integrale a causa di un deficit cognitivo o che sono rappresentate da un tutore. Questa grave limitazione dei diritti politici colpisce attualmente circa 16’000 persone, molte delle quali a causa di una demenza.

Nei cantoni di Ginevra e Appenzello Interno le persone con disabilità cognitiva possono già votare e progetti politici simili sono in corso in cantoni come Neuchâtel, Soletta, Zugo e Zurigo. Negli ultimi anni anche Paesi come la Germania e l’Austria hanno adattato i diritti politici delle persone affette da disabilità.

In Svizzera, la sessione sulla disabilitàdel 24 marzo 2023 ha chiesto una maggiore partecipazione politica per le persone disabili e l’abolizione dalla Costituzione federale dell’esclusione discriminatoria dai diritti politici di un intero gruppo di popolazione.

Con la mozione 24.4266, la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (CIP) ha incaricato il Consiglio federale di modificare il suddetto articolo della Costituzione. Essa si basa infatti sul falso presupposto che le persone sotto tutela integrale siano generalmente incapaci di possedere una volontà politica. Anche in questa fascia di popolazione ci sono persone che vogliono essere politicamente attive. D’altro canto, anche nel resto della popolazione ci sono persone che, per svariati motivi, non si sentono in grado di esercitare i propri diritti e doveri politici. Le persone affette da disabilità cognitive non dovrebbero essere giudicate con standard più severi rispetto alla popolazione generale quando si tratta dei loro diritti politici. L’articolo 136, paragrafo 1, della Costituzione federale contraddice anche la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone affette da disabilità, che la Svizzera ha ratificato.

La maggioranza del Consiglio nazionale ha adottato la mozione, mentre una minoranza ha sollevato dubbi sulla politica democratica e ha messo in guardia contro l'esercizio abusivo dei diritti di voto ed elettorali da parte dei rappresentanti legali. Il Consiglio federale aveva già riconosciuto la necessità di intervenire in risposta al postulato 21.3296 e aveva raccomandato di adottare la mozione sopra citata. Cosa che anche il Consiglio nazionale ha fatto. 

Alzheimer Svizzera si batte per i diritti e la partecipazione sociale delle persone affette da demenza. Siamo pertanto soddisfatti della decisione del Consiglio nazionale. Lo scopo di una tutela è quello di fornire protezione alle persone interessate, in particolare nelle questioni finanziarie o nelle transazioni legali. Non deve servire a limitare i diritti politici. Il principio di uguaglianza giuridica e il divieto di discriminazione non consentono di escludere in modo generalizzato 16’000 cittadini dal diritto di voto sulla base di un deficit cognitivo.

Il disegno di legge passa ora al Consiglio degli Stati. Trattandosi di un emendamento costituzionale, sarà l’elettorato ad avere l’ultima parola. Alzheimer Svizzera continuerà ad accompagnare questo processo, perché il diritto di voto è parte integrante di una vita autodeterminata. Anche in caso di demenza.

 

Ultimo update: 26.06.2025