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Uomo con demenza seduto su una panchina con sua moglie

6 maggio 2025

Le cure specifiche per la demenza necessitano di tempi lunghi e finanziamenti adeguati

In Svizzera vivono circa 157’000 persone affette da demenza. Quasi la metà degli ospiti delle case di cura ha una forma di demenza. Si stima che nel 2050 ci saranno circa 315’400 persone malate di demenza, visto che il maggior fattore di rischio è l’età.

 

1. Per assicurare le giuste cure ci vogliono i tempi giusti

Come le altre persone anziane, anche quelle affette da demenza hanno bisogno di vari tipi di assistenza. Inoltre, le prestazioni specifiche dovute alla malattia richiedono parecchio tempo.

  • Poiché la memoria nei pazienti regredisce, ogni volta che ci si occupa di loro, bisogna spesso ricostruire una base di fiducia. Se non si instaura una relazione, c’è il rischio che la persona rifiuti le cure o assuma un atteggiamento inquieto o di difesa, perché non riconosce il curante o non riesce a inquadrare la situazione.
     
  • Con l’avanzare della malattia la capacità di esprimersi verbalmente diminuisce e anche capire il contesto diventa sempre più difficile. La comunicazione deve quindi adattarsi alla situazione di vita del paziente.
     
  • I malati necessitano di assistenza e supporto in tutte le attività di accudimento legate al proprio corpo, come lavarsi, vestirsi e svestirsi o mangiare. Questo sostegno contribuisce a preservare le loro capacità il più a lungo possibile, per esempio esercitando insieme l’uso autonomo di posate e mani durante i pasti.
     
  • Occorrono inoltre competenze specifiche per gestire i sintomi comportamentali dovuti alla malattia, come paure, deliri, disorientamento, apatia, irrequietezza o atteggiamenti ostili. Il personale di cura deve avere una formazione specifica per la demenza.
     
  • Gli interventi non farmacologici, tra cui musicoterapia, pet therapy e terapie di movimento, possono fornire un contributo importante per alleviare questi sintomi e migliorare la qualità di vita.

 

2. Se non si dispone di personale a sufficienza formato in modo specifico, tutto ciò non è possibile

Per garantire cure e assistenza adeguate alle persone affette da demenza ricoverate in case per anziani e di cura è fondamentale disporre di sufficiente personale specializzato. Purtroppo, in molte strutture la situazione in questo senso è già oggi difficile. Attualmente in Svizzera mancano circa 13’500 fra infermieri e medici e l’Osservatorio svizzero della salute (OBSAN) prevede che, da qui al 2030, mancheranno altri 20’000 addetti alle cure. La carenza di personale non consente di garantire la necessaria assistenza ai malati di demenza, che richiede più tempo.

Per evitare o contenere i disturbi comportamentali, il team addetto alle cure e all’assistenza deve avere conoscenze specialistiche, essenziali anche per il personale medico. Più della metà dei residenti in case per anziani e di cura è affetta da Alzheimer o da un’altra forma di demenza, pertanto è essenziale dare maggiore spazio a questo tema a tutti i livelli della formazione medica.

Tale necessità è riconosciuta anche nelle linee guida dell’Accademia Svizzera delle Scienze Mediche (ASSM): «Per il trattamento e l’assistenza professionale dei pazienti affetti da demenza sono indispensabili conoscenze e competenze specifiche nella gestione dei disturbi emotivi e comportamentali.»

 

3. Nel caso della demenza vale: gli interventi non farmacologici vanno eseguiti prima delle terapie mediche

Nella cura e nell’assistenza alle persone affette da demenza, le misure non farmacologiche dovrebbero essere prioritarie. I sintomi comportamentali possono avere cause diverse, anche fisiche, che devono essere accuratamente accertate.

Prima di introdurre nuovi farmaci, è bene verificare le terapie in atto. I neurolettici, in particolare, devono essere somministrati con cautela, per un periodo di tempo limitato e con il dosaggio più basso possibile. Essi aumentano infatti il rischio di cadute e di una maggiore mortalità, oltre ad avere importanti effetti collaterali. Occorre soppesare attentamente rischi e benefici.

 

4. Le persone affette da demenza sono disorientate: evitare inutili allontanamenti dal loro ambiente

Se non è indispensabile, è bene evitare di trasferire i malati dal loro ambiente familiare in un ospedale. Questi spostamenti sono una notevole fonte di stress e possono provocare irrequietezza, paura, disorientamento o deliri. Nei limiti del possibile, gli accertamenti e i trattamenti dovrebbero quindi essere effettuati in regime ambulatoriale.

 

5. Le persone affette da demenza hanno bisogno di un ambiente in cui sentirsi al sicuro e a casa

Per le persone malate di demenza è importante soggiornare in ambienti a loro familiari. Gli oggetti personali, come le fotografie o i quadri nonché il contatto con gli animali, possono avere un effetto rasserenante. Anche i contatti sociali svolgono un ruolo chiave per il benessere.

Un luogo insolito, senza punti di orientamento riconoscibili e con pochi scambi sociali, può scatenare forti paure e avere effetti negativi.

Le misure restrittive, come le stanze di isolamento o la sedazione farmacologica (per es. con sedativi o neurolettici), devono essere utilizzate solo in casi eccezionali, quando esiste un rischio grave per la persona affetta da demenza o per gli altri e tutte le misure possibili sono state esaurite. Tali interventi non dovrebbero essere effettuati in alcun modo per agevolare il lavoro nella casa di cura o perché qualcuno si rivela un «elemento di disturbo» nella quotidianità.

 

6. Basi giuridiche e politiche insufficienti

I servizi di assistenza specifici di cui hanno bisogno i malati di demenza non sono sufficientemente ancorati nell’Ordinanza sulle prestazioni (OPre) né nei vigenti strumenti di misurazione dell’assistenza. L’aggravio di lavoro non è preso sistematicamente in considerazione né nel settore ambulatoriale né in quello stazionario e ciò produce ricorrenti divergenze tra le assicurazioni malattie e i fornitori di servizi.

Nel quadro della Strategia nazionale sulla demenza 2014–2019, la Confederazione e i Cantoni si sono impegnati per un finanziamento adeguato delle cure dei malati di demenza nell’ambito dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie.

Un’alleanza di fornitori di servizi del settore ambulatoriale e stazionario aveva chiesto già nel 2017 una definizione più consona delle prestazioni specifiche per la demenza secondo l’articolo 7 dell’Ordinanza sulle prestazioni (OPre, RS 832.112.31). La proposta è tuttora in sospeso. La mozione Graf (19.4194), che voleva accelerare il processo politico, è stata respinta facendo riferimento ai chiarimenti in corso da parte del Consiglio federale e del Consiglio degli Stati. Il postulato «Assistenza alle persone affette da demenza. Migliorare il finanziamento» (22.3867) della Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale è tuttora in attesa di risposta.

Nel dialogo con l’UFSP l’alleanza dei fornitori di prestazioni sta finalizzando la proposta di ancorare nell’OPre prestazioni specifiche per la demenza e intende presentarla alla Commissione federale delle prestazioni generali e delle questioni fondamentali (CFPF) entro l’anno. Questo processo deve concludersi rapidamente. Le persone affette da demenza hanno diritto a cure adeguate nel settore ambulatoriale e stazionario, per migliorare la loro qualità di vita, sgravare i familiari, impedire ricoveri prematuri ed evitare ospedalizzazioni costose e inutili.

 

Alzheimer Svizzera
Gurtengasse 3
3011 Berna
www.alzheimer-svizzera.ch

è un’associazione senza scopo di lucro con più di 10 000 membri e circa 130 000 sostenitori. L’organizzazione è rappresentata da una sezione in ogni cantone. Da oltre 30 anni Alzheimer Svizzera sostiene con professionalità le persone affette da demenza, i loro familiari e il personale addetto alle cure e all’assistenza.

Buono a sapersi

«Demenza» ha spesso un’accezione negativa nel linguaggio colloquiale e viene erroneamente collegata alla pazzia. Il termine è tuttavia utilizzato dall’OMS nel suo sistema di classificazione delle malattie a scopo diagnostico e raggruppa diverse malattie cerebrali che si manifestano con sintomi simili (tra cui perdita della memoria e dell’orientamento). La malattia di Alzheimer è la forma di demenza più comune. Altre forme sono, per esempio, la demenza vascolare, la demenza frontotemporale e la demenza a corpi di Lewy. Come sinonimo di demenza viene utilizzata anche l’espressione «disturbi neurocognitivi».