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Uomo con demenza seduto su una panchina con sua moglie

I vincitori e le vincitrici del premio Grande Cuore 2026

Ogni anno le sezioni di Alzheimer Svizzera premiano persone che si sono distinte per il loro impegno nei confronti dei malati di demenza e/o dei loro familiari. Facciamo i nostri migliori complimenti ai vincitori di quest’anno, ringraziando al contempo tutti coloro che si adoperano per le persone affette da demenza.

 

SezioneConsegna del premioVincitore/vincitrice
Alzheimer Ticino

Zeno Gaggini, giovane di 14 anni con una sensibilità marcata e una maturità non consueta alla sua età, segue con competenza e grande affetto la nonna paterna, malata di Alzheimer. Non ha difficoltà a relazionarsi con lei ora che la sintomatologia classica della malattia - vuoti di memoria, difficoltà procedurali, difficoltà verbali, e altro ancora -, la rendono particolare se confrontata alla nonna vissuta negli anni dell’infanzia. Già da alcuni anni accompagna la nonna nella casa di vacanza in montagna per una settimana – la nonna si ferma poi ancora altre settimane in compagnia di altri familiari - standole accanto, occupandosi di tante incombenze della quotidianità e inventando per lei dei supporti protesici (ad esempio una serie d’immagini per orientarsi nelle ricette di cucina). Per alcuni aspetti si è informato dalla madre, infermiera indipendente, con esperienza anche sulla tematica. La presenza del nipote dà alla signora sicurezza e serenità, oltre che a nutrire il suo bisogno di essere utile per qualcuno, ad esternare e ricevere amore, sentimenti fondamentali per vivere nella malattia. 

Il signor Davide Mangani ha vissuto la malattia di Alzheimer in qualità di figlio e nipote di due persone malate di una forma di Alzheimer precoce (padre e zio), ora deceduti. Di professione scienziato immuno-logo, egli porta avanti oltre che alla ricerca inerente anche alle malattie neurodegenerative, quella che lui nomina una missione personale e sociale. La malattia dei parenti che ha stravolto la sua vita, unitamente a quella dei familiari, lo ha spinto a trovare una risposta al dolore e alla paralisi emotiva con il dinamismo e il movimento. Egli pratica l’ultra-endurance, in competizioni che lo portano in diverse parti della Svizzera ed anche all’estero. In queste occasioni, egli diffonde i suoi messaggi (interviste e colloqui) con l’obiettivo di combattere l’isolamento, il senso d’impotenza e lo stigma che spesso travolgono i malati e i loro familiari, quindi parlando della malattia e di quanto sia importante conoscerne le varie sfaccettature. Per lui, che ha saputo trovare una via non consueta, impegnativa e di sacrificio chiaramente non per tutti, per “stemperare” il dolore e la tristezza, è importante rispondere attivamente agli eventi negativi, ritagliandosi il tempo da dedicare a sè stessi, ognuno a modo suo, cercando aiuto e supporto.

Zeno Gaggini e Davide Mangani

Vincitori e vincitrici delle sezioni di lingua tedesca

Vincitori e vincitrici delle sezioni di lingua francese


Ai vincitori e vincitrici de 2025

Ai vincitori e vincitrici de 2024

Ai vincitori e vincitrici de 2023

Ai vincitori e vincitrici de 2022

Buono a sapersi

«Demenza» ha spesso un’accezione negativa nel linguaggio colloquiale e viene erroneamente collegata alla pazzia. Il termine è tuttavia utilizzato dall’OMS nel suo sistema di classificazione delle malattie a scopo diagnostico e raggruppa diverse malattie cerebrali che si manifestano con sintomi simili (tra cui perdita della memoria e dell’orientamento). La malattia di Alzheimer è la forma di demenza più comune. Altre forme sono, per esempio, la demenza vascolare, la demenza frontotemporale e la demenza a corpi di Lewy. Come sinonimo di demenza viene utilizzata anche l’espressione «disturbi neurocognitivi».