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«Demenza» ha spesso un’accezione negativa nel linguaggio colloquiale e viene erroneamente collegata alla pazzia. Il termine è tuttavia utilizzato dall’OMS nel suo sistema di classificazione delle malattie a scopo diagnostico e raggruppa diverse malattie cerebrali che si manifestano con sintomi simili. Come sinonimo di demenza viene utilizzata anche l’espressione «disturbi neurocognitivi».

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«Una diagnosi non equivale alla fine di tutto»

aprile 2025

Le cliniche della memoria sono istituzioni specializzate nell’individuazione di possibili disturbi cognitivi. Il dottor Marc Sollberger, responsabile ad interim della Clinica della memoria dell’Università di Medicina geriatrica FELIX PLATTER di Basilea, spiega come avvengono gli accertamenti. E a cosa serve la diagnosi.

Il Prof. Dr. med. Marc Sollberger, specialista in neurologia, è attivo da più di vent’anni nella diagnostica di malattie legate alla demenza. Il suo campo di specializzazione è la diagnosi precoce della demenza frontotemporale.

Dottor Sollberger, l’Alzheimer o la demenza vascolare sono malattie irreversibili. A cosa serve una diagnosi specialistica?
Anche se queste malattie sono irreversibili, esistono opzioni sia mediche che non per migliorare la qualità di vita delle persone affette e dei loro familiari. Bisogna inoltre individuare con precisione di che malattia si tratta, perché magari vi è la possibilità di un trattamento terapeutico.


Oltre alle malattie cerebrali, quali altri disturbi possono causare problemi cognitivi?
Qualcosa a cui spesso non si pensa è la sindrome da apnea notturna, l’interruzione, cioè, della respirazione durante il sonno. Essa crea una stanchezza diffusa nelle ore diurne e una difficoltà a concentrarsi. Si pensa di aver problemi legati alla memoria, invece si tratta solo di spossatezza. 

I sintomi spariscono non appena l’apnea notturna viene trattata. Oppure può succedere di soffrire di depressione e di essere distratti e smemorati. Trattando la depressione, anche i problemi cognitivi spariscono. Mi ricordo per esempio di un paziente le cui «dimenticanze» erano dovute al cattivo udito. Non ci si può ricordare di ciò che non si è sentito. 
 

E se viene invece davvero diagnosticata una demenza?

In questo caso la diagnosi fornisce certezza: si sa che i problemi sono dovuti a un deterioramento cognitivo e si esce dalla fase di stress precedente, che può mettere a dura prova le relazioni fra le persone. Nel caso dell’Alzheimer il partner del malato continua a chiedersi: perché non ascolta? La diagnosi fornisce spiegazioni e rende i familiari più comprensivi e tolleranti creando una convivenza più pacifica. Una diagnosi consente inoltre a noi specialisti di fornire consigli molto più specifici alle persone affette e ai loro familiari.


Come si giunge a un colloquio presso una clinica della memoria e che età hanno le persone esaminate?
Siamo un istituto medico specializzato. I nostri pazienti ci vengono indirizzati da studi medici, di solito di base, per una valutazione approfondita. In caso di dubbio è importante che i medici si affidino a noi per avere una diagnosi sicura e opzioni terapeutiche tempestive. Siamo infatti specializzati nelle diagnosi precoci di malattie cerebrali. La maggior parte dei nostri pazienti ha tra i 75 e gli 85 anni. A volte svolgiamo però anche test su quarantenni o ultranovantenni.


Come si svolgono le visite?
Il primo passo è un esame neuropsicologico, che può durare dalle tre alle quattro ore. Durante il dialogo con i pazienti si stabiliscono il livello di sofferenza, l’attuale stato psichico e i problemi comportamentali. È importante sentire l’opinione dei familiari, visto che i malati spesso non sono in grado di capire a fondo cosa sia cambiato in loro. In seguito si testano le capacità cognitive: memoria, linguaggio, abilità visuo-spaziali e altro ancora.


Come avviene la valutazione delle capacità cognitive e come si procede in seguito?
Disponiamo di valori standardizzati per gruppi di popolazione cognitivamente sani: donne e uomini di età diverse e con diversi gradi di scolarizzazione. Questo ci permette di valutare la posizione, ad esempio, di una donna di 75 anni con un’istruzione superiore. La parte neuropsicologica è seguita da una visita medica. Qui ci concentriamo su altre funzioni del cervello, come la vista o l’udito, sulla forza muscolare, sulla motricità fine e sull’andatura. Eseguiamo anche analisi del sangue. La terza visita si concentra infine su un imaging del cervello*.


A cosa serve?
Per scoprire se è presente una malattia cerebrale che possa spiegare i sintomi: un tumore cerebrale, cicatrici dovute a disturbi circolatori o emorragie oppure perdite di tessuto cerebrale. Una volta che tutti i risultati sono disponibili, gli specialisti coinvolti si incontrano e discutono il caso. Di solito a questo punto siamo in grado di fornire una diagnosi. In caso contrario, a volte eseguiamo ulteriori indagini, come l’esame del liquido cerebrospinale, se si sospetta l’Alzheimer. I segni dei tipici depositi proteici possono essere riscontrati nel liquido cerebrospinale già nella fase iniziale della malattia.

«È importantissimo che dopo 

la diagnosi non ci 
si senta soli.»


Se vi viene diagnosticata una forma di demenza cerebrale: come la comunicate ai pazienti?
Nella nostra clinica della memoria non usiamo più il termine demenza da tempo. Parliamo di disturbi neurocognitivi importanti, cioè rilevanti per la vita quotidiana. Molto spesso si associa la demenza all’Alzheimer, il che è sbagliato. La demenza non è una malattia, ma una serie di malattie, di cui l’Alzheimer è solo uno dei vari fattori in gioco. Il termine demenza può avere inoltre un valore stigmatizzante e viene equiparato alla vecchiaia. In realtà anche le persone giovani possono risultare affette, in seguito a una lesione o a un’emorragia cerebrale.


Come reagiscono in genere le persone alla diagnosi?
Ciò dipende dalla personalità, dal tipo di diagnosi e dalla gravità del disturbo cognitivo. A seconda della situazione, comunico i risultati in modo più o meno dettagliato. Se le persone affette si sentono sane, non sono generalmente interessate alla diagnosi. In casi simili parlo con i familiari, che vivono una situazione difficile.


Cosa spiega a parenti e pazienti?
Sottolineo che la diagnosi non equivale alla fine di tutto, ma che si può fare molto. Nel caso dell’Alzheimer esistono farmaci che non curano la malattia, ma che possono comunque rallentare il deterioramento cognitivo. Cito anche le terapie non farmacologiche, come l’allenamento della memoria. Dopo la consultazione diagnostica, i familiari hanno la possibilità di ottenere una consulenza in assenza della persona interessata, sia presso la nostra clinica che presso Alzheimer Basilea, con cui collaboriamo strettamente. L’appuntamento di follow-up aiuta i familiari ad accettare la diagnosi e a chiarire eventuali quesiti. È importantissimo che dopo la diagnosi non ci si senta soli. In Svizzera abbiamo la fortuna di avere un gran numero di punti di contatto che forniscono ulteriore sostegno alle persone affette e ai loro familiari.
 

Le cliniche della memoria vicine a voi: alz.ch/it/memory-clinics
 

* La diagnostica per immagini si riferisce alla visualizzazione di strutture e funzioni corporee mediante raggi X, TC o RM

Commenti
  • Peter Müller

    2025-07-21
    Ich möchte mich abklären lassen ob ich an Demenz/Gedächtnis/Alzheimer
    betroffen bin. Können Sie mir bitte nähere Informationen mitteilen.
    Ich wohne in Winterthur.
    Ich wurde bereits durch die Memory Klinik in Winterthur abgeklärt.
    Freundliche Grüsse
    Peter Müller
    Approva [0] Rispondere
    • Alzheimer Schweiz

      2025-07-25
      Guten Tag Herr Müller

      Eine persönliche Antwort auf Ihre Fragen haben wir bereits direkt per E-Mail geschickt. Informationen rund um Abklärung und Diagnosestellung finden sich in unserem Infoblatt: www.alzheimer-schweiz.ch/fileadmin/dam/Alzheimer_Schweiz/Dokumente/Publikationen-Produkte/IB_163_D_03_Abklaerung_Diagnose_2022.pdf

      Für weitere Fragen steht Ihnen das Beratungsteam von Alzheimer Schweiz, unter 058 058 80 00 von Mo-Fr von 8-12Uhr und von 13.30-17Uhr gerne zur Verfügung.

      Kommunikationsteam
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