A Glovelier, un comune nel Canton Giura, da tredici anni José Forlani mette a disposizione per un pomeriggio al mese il suo caffè Restaurant de la Gare all'associazione Alzheimer Giura. Gli ospiti arrivano nel primo pomeriggio e vengono accolti da Claudine Zurcher, l'organizzatrice dell'Alzheimer Café. L'accompagnamento musicale viene curato da Sylvia Moritz, segretaria di Alzheimer Giura, con la sua fisarmonica. Gli ospiti entrano nella sala con un sorriso sulle labbra, abbracciano Claudine e iniziano già in parte a ballare. Quando Sylvia suona Étoile des neiges, il pubblico si unisce immediatamente scandendo il ritornello.
 

Fra presentazioni e balli
A ogni incontro qualcuno fa una breve presentazione su un argomento interessante. Questa volta tocca ad Anne Rossier, che presenta il proprio lavoro. Offre assistenza personalizzata e spesso funge da mediatrice per i familiari curanti. Ha inoltre un diploma in terapia assistita con gli animali. Anne lavora con la sua cagnolina Foxy, «che sa creare legami con le persone». Un partecipante, amante dei cani, reagisce prontamente alle sue parole e per scherzo abbaia due volte. Al termine della presentazione, volutamente breve, un'altra partecipante esclama: «È un ottimo servizio per gli anziani in cattive condizioni di salute. Che fortuna hanno!»

Poi Sylvia riprende in mano la sua fisarmonica. La gente chiacchiera, balla e ride. Una partecipante particolarmente energica coinvolge la sala in una danza allegra e fa ballare tutti a braccetto. Il pomeriggio volge al termine e le persone lasciano l'Alzheimer Café insieme ai loro accompagnatori con un sorriso sulle labbra. 
 

Un pomeriggio stimolante
Claudine parla con una coppia che voleva conoscere l'offerta. France-Anne Andrist, ex presidentessa di Alzheimer Giura, racconta che capita che le persone con difficoltà a camminare improvvisamente riescano a ballare a meraviglia. Claudine racconta anche della gratitudine di familiari che notano progressi straordinari nei propri genitori dopo la partecipazione all'evento.

Gli oltre 30 partecipanti all'Alzheimer Café apprezzano l'offerta perché dà la possibilità di rivivere la propria gioventù: si esce, si beve qualcosa, si ascolta musica e si balla senza temere gli sguardi altrui. È un momento di condivisione in cui, per qualche ora, tutte le differenze scompaiono.