Presso la sede di Alzheimer Zugo sei donne sono sedute al tavolo, con il materiale già pronto. Quando arriva, la settima partecipante è sopraffatta dall’incertezza e ha il viso rigato di lacrime. Dopo una conversazione tranquilla e rassicurante con la responsabile Daniela Bigler Billeter, anche lei prende posto e dal gruppo viene accolta con calore. «Siamo tutti sulla stessa barca con la nostra diagnosi», afferma una di loro.


«Va bene così», sottolinea la specialista di attivazione Evelyne Raneri, che apre il pomeriggio con una breve storia che parla di farfalle e fiori. Il metodo che usa è riconosciuto fra le terapie non farmacologiche contro la demenza. Le partecipanti devono nominare tutti i colori e, se lo desiderano, scriverli in ordine alfabetico. Con molta fantasia si crea una lista colorata che va dal rosso tramonto al giallo limone. Una partecipante, che era proprietaria di un negozio di abbigliamento, afferma: «Il colore deve adattarsi all’incarnato.» 


Insieme si è più forti
Dopo aver cantato insieme una canzone, l’istruttrice trasmette alcune conoscenze sulle farfalle. Il gruppo ascolta concentrato. «Trovo i bruchi un po’ inquietanti», dice una signora che in precedenza era rimasta in silenzio. Sul foglio di esercizi successivo le partecipanti usano matite colorate per seguire le linee intrecciate che portano dalle farfalle ai fiori. Bisogna concentrarsi.


Chi ha più abilità aiuta le altre. «Aiutare è normale per me», sottolinea Maria Reck durante la pausa a base di caffè, frutta e noci. Ha 82 anni e partecipa più che volentieri da due anni: «Il corso stimola il mio pensiero», spiega. Se ne accorge già mentre è sulla via di casa. «La specialista fa un ottimo lavoro», aggiunge. «Riesce a seguire tutti.» Chi non sa o non capisce non deve vergognarsi.


Il motto è «spronare senza esagerare»
A Evelyne Raneri piace lavorare nei gruppi cognitivamente misti, dando la stessa attenzione a tutti e incitandoli senza sopraffarli. «Credo in loro», dice, «e i partecipanti lo sanno.»
Oltre ad aiutare a individuare le parole, a facilitare la comprensione dei testi, a stimolare l’immaginazione, l’attenzione e la comunicazione, l’allenamento della memoria rafforza l’autostima. Anche la socializzazione svolge un ruolo importante durante le due ore, che vengono sempre strutturate nello stesso modo.


La formazione, che costa 20 franchi a sessione, è molto richiesta. L’età dei partecipanti varia dai 60 agli 80 anni e oltre. «Durante queste ore i familiari curanti possono approfittarne per rilassarsi un po’», spiega la responsabile della sezione Daniela Bigler. I feedback sono positivi. Dopo la pausa si continua classificando le farfalle per colore e tipologia. Alla fine viene recitata una poesia molto incoraggiante che recita: «Anche il più piccolo battito d’ali di una farfalla ha un effetto sul mondo.»