L’anno era appena iniziato quando sono rimasta vittima di un incidente mentre mi godevo la neve con il mio snowboard da gara a Saas-Fee. Che cosa sia successo esattamente, purtroppo, non si è mai capito. I miei uomini e io ci eravamo separati per un attimo, loro per fare qualche salto poco distante dalla pista, io per continuare a tracciare le mie curve nella neve fresca e compatta. 
 

Quando ho ripreso conoscenza, mi trovavo legata a una slitta di soccorso, in attesa dell'ambulanza, affiancata dal soccorritore e dai miei uomini.  
Tra le curve tracciate nella neve e la sensazione piuttosto surreale di essere legata alla slitta, sono andati persi una trentina di minuti della mia vita. Non ho alcun ricordo di quei minuti perduti sulla pista. Nessuno dei presenti ha saputo spiegarmi perché mi trovassi a terra. Pare che poco prima fossi stata soccorsa da un gruppo di donne e che un'assistente di studio medico si sia occupata di me nei primi minuti, fino all'arrivo della slitta, ponendomi delle domande, probabilmente nel tentativo di farmi ricordare l'accaduto. Sembra che con lei abbia parlato in modo più o meno articolato.  
 

 Arrivata dal medico, sono stata spostata in una sala visite separata, dove mi sono di nuovo assopita. Solo quando, dopo un po', sono arrivati in studio anche mio marito e mio figlio, ho avuto fasi di veglia più lunghe. Ho potuto anche alzarmi per un breve momento e fare qualche passo per la stanza. Alla fine l’incidente è stato verbalizzato  con le poche informazioni che avevamo a disposizione. Il medico mi ha infine dato degli antidolorifici e mi ha rimandata a casa, ovvero nell’appartamento di vacanza dove ci trovavamo. La consegna per i giorni seguenti era di restare a letto e dormire il più possibile, mentre i miei uomini avrebbero tenuto d’occhio il mio ritmo respiratorio. 
 

La mia settimana bianca è finita così, in modo inaspettatamente rapido, già il primo giorno. L’accaduto non si è mai potuto chiarire e mi ha accompagnata a lungo con tantissimi «perché», perdendo però un po’ d’importanza con il passare degli anni, per poi ripresentarsi con tutta la sua forza, insieme a mio marito, circa 4 - 5 anni dopo.