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Comunicato stampa 18 febbraio, Berna/Bruxelles,


Uno nuovo studio di Alzheimer Europe, l’associazione a cui fanno capo le organizzazioni Alzheimer europee, riporta un numero minore di persone affette da demenza rispetto alle previsioni. Ciononostante il numero di persone affette da demenza è destinato a raddoppiare entro il 2050.

Oggi Alzheimer Europe ha presentato al Parlamento europeo il suo rapporto annuale sugli attuali tassi di prevalenza della demenza in Europa. Un ricalcolo era atteso da tempo, visto che le basi di calcolo utilizzate finora risalgono a oltre dieci anni fa. Il rapporto fa quindi seguito alla precedente procedura di calcolo della prevalenza (EUROCoDe), che è stata utilizzata anche per il rilevamento del numero delle persone affette da demenza in Svizzera per le fasce di età oltre i sessant’anni. 

Severi criteri per l’inclusione degli studi in corso
Per l’inclusione degli attuali studi europei sulla prevalenza sono stati applicati severi criteri di qualità: il campione doveva comprendere almeno 300 persone e mostrare un tasso di risposta superiore al 50%. Inoltre sono stati inclusi esclusivamente studi basati sulla popolazione che hanno adottato criteri diagnostici standardizzati e i cui dati grezzi erano accessibili. Degli originari 892 studi identificati tramite ricerche bibliografiche nelle più recenti pubblicazioni scientifiche, 16 sono stati infine utilizzati per il rapporto. 

Meno malati di quanti stimati finora, ma un raddoppiamento dei casi nel lungo periodo
La meta-analisi basata su questi risultati giunge a concludere che la prevalenza della demenza è inferiore a quella ipotizzata negli ultimi dieci anni. Questo significa che, in base ai nuovi tassi di prevalenza, si debbano ipotizzare per la Svizzera circa 128 000 malati (anziché i 155 000 finora ipotizzati). Le donne continuano ad essere colpite in misura sovraproporzionale dalla demenza. A causa dell’invecchiamento demografico della società, il numero di persone affette da demenza in Europa è destinato quasi a raddoppiare entro il 2050. In precedenza era previsto un raddoppiamento entro il 2040.

Il rapporto riconduce i tassi di prevalenza più bassi agli stili di vita più sani delle persone. Oggi sono meglio sotto controllo anche i fattori di rischio cardiovascolare, il che porta a una riduzione del rischio di demenza. La dott.ssa Stefanie Becker, direttrice di Alzheimer Svizzera, afferma: «Il rapporto suggerisce che le misure volte a ridurre il rischio soprattutto nell’ambito dei rischi vascolari hanno un impatto sulla prevalenza della demenza maggiore di quanto si pensasse in precedenza. I più recenti risultati ci motivano a promuoverle anche in futuro». 

Una seria pianificazione dell’approvvigionamento sanitario è possibile solo con dati rilevati sistematicamente per la Svizzera
Il rapporto individua inoltre notevoli lacune nelle conoscenze relative alla demenza. Ad esempio mancano ancora informazioni affidabili sul numero di persone affette da demenza al di sotto dei 65 anni d’età, sulla prevalenza delle varie forme di demenza o su quante persone vivono attualmente con quale grado di demenza. Mancano anche informazioni sulla demenza tra le persone appartenenti a gruppi etnici minoritari. 

In questo contesto Stefanie Becker chiede che sia istituito un registro della demenza. «Dal rapporto emerge purtroppo anche che molte domande rimangono senza risposta e che il numero di casi di demenza continuerà ad aumentare significativamente nei prossimi 30 anni. Il sistema sanitario e sociale della Svizzera dovrà pertanto continuare a preparare il proprio sistema di assistenza alle sfide future. Ma ciò è realisticamente possibile solo se sono disponibili cifre concrete per la Svizzera. Infatti, anche se le cifre più recenti sono state rilevate in modo affidabile, si fondano tuttavia su una debole base statistica. Finché non ce ne saranno di migliori per la Svizzera, dobbiamo accettare che sia così. Una delle principali richieste di Alzheimer Svizzera per assicurare una buona qualità della vita con la demenza è quindi una solida base per pianificare l’approvvigionamento sanitario. Ciò richiede un registro affidabile, in modo che non solo si possa stimare, ma anche sapere quante persone con una diagnosi di demenza vivono in Svizzera.»

Alzheimer Svizzera promuove attualmente un progetto di ricerca ancora in corso che mira a fornire dati epidemiologici sulla demenza in Svizzera. Maggiori informazioni su tale progetto sono disponibili sulla nostra home page: alz.ch/ricerca
 

Ulteriori informazioni

Direttrice Alzheimer Svizzera
Dr. Stefanie Becker
E-Mail: stefanie.becker(at)alz.ch
Telefono: +41 (0)58 058 80 05
Cell.: +41 (0)79 695 05 08

Presidente Alzheimer Svizzera
Dr. Ulrich Gut
E-Mail: ulrich.gut(at)alz.ch
Telefono: +41 (0)79 422 29 49